Agostino Carracci è stato un pittore e incisore italiano.
«AUGUSTINUS CARACCIUS/ DUM EXTREMOS IMMORTALIS SUI PENICILLI TRACTUS/ IN HOC SEMIPICTO FORNICE MOLIRETUR/ AB OFFICIIS PINGENDI, ET VIVENDI/ SUB UMBRA LILIORUM, GLORIOSE VACAVIT/ TU SPECTATOR/ INTER HAS DULCES PICTURAE ACERBITATES/ PASCE OCULOS/ ET FATEBERE, DECUISSE POTIUS INTACTAS SPECTARI/ QUAM, ALIENA MANU, TRACTATAS MATURAT»
Fratello maggiore di Annibale Carracci e cugino di Ludovico Carracci fu anch'egli un artista di talento. Fu anche, a dispetto delle modeste origini familiari dei Carracci, un uomo di notevoli cultura e ingegno.
Si formò nell'ambiente tardo-manieristico bolognese, frequentando dapprima la bottega di un orafo per imparare l'arte dell'incisione, quindi la bottega di Prospero Fontana, poi quella di Bartolomeo Passarotti e infine lo studio dell'architetto e intagliatore Domenico Tibaldi.Secondo il Bellori, nell'apprendistato di Agostino vi sarebbe stato anche un periodo presso la bottega dello scultore Alessandro Menganti, autore della celebre statua bronzea Gregorio XIII, che tuttora sovrasta l'ingresso principale del Palazzo Comunale di Bologna.
Negli anni settanta del Cinqucento frequenta lo studio di Cornelis Cort e comincia la sua attività di incisore copiando i dipinti di maestri bolognesi del tempo come Lorenzo Sabbatini, Orazio Samacchini e Denijs Calvaert.
Negli anni a seguire fece viaggi di studio e soggiornò a Venezia nel 1582, a Parma tra il 1586 e il 1587, e nuovamente nella città lagunare tra il 1587 e il 1589.
Particolarmente rilevante fu l'attività incisoria che svolse a Venezia. Qui entrò in stretti rapporti con Paolo Veronese - del quale divenne in un certo senso l'incisore ufficiale -e con il Tintoretto, che ne apprezzava grandemente l'abilità grafica. Secondo quanto tramandano le fonti, questi sentimenti del Tintoretto nei confronti di Agostino sarebbero dovuti all'ammirazione suscitata nel primo dall'incisione della Crocifissione della Scuola Grande di San Rocco, capolavoro di Tintoretto, che in effetti è una della prove grafiche più note del Carracci. Il sodalizio con il Robusti fu così forte che il grande pittore avrebbe fatto da padrino di battesimo per Antonio Carracci, figlio di Agostino nato Venezia.
Sempre negli ottanta del XVI secolo eseguì varie stampe tratte da quadri di Correggio, come la Madonna di san Girolamo o il Commiato di Cristo dalla madre. Altra famosa stampa di Agostino tratta dall'Allegri deriva dall'Ecce Homo ora nella National Gallery di Londra.
Tra i grandi pittori da cui il Carracci trasse delle incisioni vi è anche Federico Barocci, del quale riprodusse (nel 1595) La fuga di Enea da Troia della Galleria Borghese.
Altre importanti imprese di Agostino in campo grafico sono l'illustrazione del libro di Antonio Campi Cremona Fedelissima (storia della Città di Cremona, pubblicato nel 1585) e la collaborazione alla prima edizione illustrata della Gerusalemme liberata, di Torquato Tasso, pubblicata a Genova nel 1590. Delle venti incisioni che corredano questo volume, dieci sono di mano di Agostino.
Tra le ulteriori iniziative di Agostino Carracci che si ricordano in questo campo vi è la realizzazione, presumibilmente tra il 1590 e il 1595, di alcune incisioni erotiche note come Lascivie: non è chiaro se si tratti di una serie unitaria o piuttosto di singole stampe da vendere autonomamente, né vi è certezza sul numero di esse. Le stampe sono relative a soggetti mitologici o biblici ed hanno un contenuto sensuale piuttosto blando, ma suscitarono egualmente la decisa collera del papa Clemente VIII .
Agostino Carracci fu con ogni probabilità il miglior incisore italiano del suo tempo, mettendo a punto una tecnica grafica che divenne un imprescindibile riferimento per quest'arte. Poche però sono le incisioni di invenzione di Agostino (cioè basate su una sua idea originale), essendo la gran parte della sua opera in questo campo costituita da incisioni di traduzione (cioè riproduttive di lavori altrui, essenzialmente dipinti di celebri pittori).
Ebbe un ruolo importante nell'animazione della celebre Accademia degli Incamminati messa su, nei primi anni ottanta del Cinquecento, con il fratello e il cugino, al servizio della quale mise non solo il suo talento artistico, ma anche la grande erudizione che tutte le fonti biografiche gli riconoscono. Dei tre Carracci, infatti, Agostino fu per così dire l'intellettuale del gruppo: probabilmente (anche se non è certo) fu membro della bolognese Accademia dei Gelati, sodalizio di letterati, poeti e studiosi. Anche a Roma è plasubile che egli abbia avuto contatti con la colta élite gravitante attorno a Cinzio Passeri Aldobrandini.
La sua precoce conoscenza degli stili veneto e parmense (favorita dalla pratica incisoria) fu probabilmente un rilevante stimolo sia per il cugino Ludovico e ancor di più per il fratello Annibale, influenzandone i futuri sviluppi artistici.
Più...